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Archivio 4 Aprile 2012

Long John Giorgione

4 Aprile 2012 3 commenti


Nacqui nell’anno del primo scudetto della Lazio. Per questo credo ci fu il rischio concreto che anche io, come tanti all’epoca, prendessi il nome di Giorgio, in onore di quello sgraziato ma temutissimo bomber che faceva tanta paura a tutti gli avversari…

Io dunque non lo conobbi davvero, non sul più bello, quando, giovane, forte e orgoglioso era rientrato in Italia (lui che aveva sfacchinato, insultato e sbeffeggiato, nelle miniere irlandesi), che si era aperto con la forza del suo fisico quella strada calcistica che rappresentò tutte le sue fortune (ma che dopo gli diede anche molti dolori a dire il vero, perché entrando nel giro che conta, uno come lui, che era burbero ma sprovveduto, finì per fare molti errori e farsi molto gabbare…).

Ci sarebbe moltissimo da dire di lui e delle sue molte avventure, ma non credo di essere il tipo adatto a ricordarle…

Pertanto non posso che ricordarmelo, allorché giovane e bello, spaccava il mondo e rendeva felice la gente, che poi, anche solo per questo, vuol dire che la sua vita è stato giusto che sia stata vissuta…


Supereroi per sempre: 4.L’armata della Giustizia si ricompone

4 Aprile 2012 2 commenti


Mi ritrovai in locali per me assai familiari, nel letto dove tante volte mi capitò di dormire mentre facevo la posta di vedetta. Ero nell’ex palazzo dell’Armata della Giustizia. Mi fece piacere rivedere accanto a me dei vecchi compagni – per la maggior parte impegnati in loro discussioni, più che preoccupati delle mie condizioni – di cui i più prossimi erano il Gorilla e la Donna di Vetro.

«Come ti senti, John? Stai bene?», furono le prima parole di benvenuto di lei.

«Tutto okay.»

Ma il semplice fatto di ritrovarmi lì mi fece comprendere una serie di cose a catena e sopratutto a che punto era giunta la gravità della situazione.

«Posso camminare», le dissi. Così riuscii a ottenere il permesso di raggiungere tutti gli altri nella sala dell’assemblea, che era sempre stato il luogo dove ci riunivamo prima di entrare in azione, dove difatti trovai quasi tutti gli altri membri che nel corso degli anni erano appartenuti a quella lega di meta-umani che si faceva chiamare l’Armata della Giustizia.

Dunque oltre me, il Gorilla e la Donna di Vetro, erano presenti il Mago, il Golia Cremisi, Saetta Fulgida, l’Uomo Palla, Old Jack, l’Amazzone Guerriera, Lady Nebbia…

Quando feci il mio ingresso tutti quanti furono contenti di accorgersi che ero già in piedi e probabilmente arruolabile per la missione.

«Mi dà gioia osservare che sei del gruppo, John. Sarebbe stato molto diverso senza di te», disse il Mago.

«Di chi è stata l’idea di rimettere su la vecchia lega? Tua, Mago?»

Il Mago allargò le braccia con un’aria furbetta. «Un po’ di tutti. Non solo mia.»

Non vi era dubbio che l’esortazione fosse nata da lui, il quale si era sempre divertito un sacco a fare il buono in giro per il mondo e a risolvere crisi che solo noi avremmo potuto risolvere. Ma non era il solo che rimpiangesse quei tempi. Infatti anche gli altri non se l’erano fatto ripetere due volte e si erano subito buttati nella mischia appena lui li aveva chiamati (questo lo seppi dopo).

«Presumo che la vostra presenza qui, come pure il fatto che anche io vi sia stato condotto, implichi che il tipo che è quasi riuscito ad ammazzarmi sia ancora sulla breccia, non è forse così esimie signore e signori?», dissi.

Il loro silenzio fu molto esaustivo. Il Golia Cremisi premette allora un tasto del telecomando e sul grande monitor della sala giunsero le immagini in diretta della televisione pubblica, le quali riprendevano i disastri che stava combinando il nostro amico fantasma giapponese.

«Dunque nessuno di voi è riuscito a fermarlo… Speravo il contrario», ammisi dimesso. E il mago mi fece un sunto delle ultime ore.

«Vedi, il primo che ci ha provato è stato Golia Cremisi, ma appena è giunto a portata di vista è stato posseduto, diventando uno dei suoi principali alleati nella distruzione che egli stava portando… Perciò si è preferito fare in modo che Golia non entrasse più in scena. Poi ci ho provato io. Gli ho fatto qualche magia che però non ha sortito molti effetti (e anche io ho rischiato di cadere sua vittima, nonostante un incantesimo di protezione mi schermasse da gran parte del suo potere). Come sai, in tali condizioni, se devo pensare a difendermi, le mie magie di attacco non sono molto efficaci, in particolare se l’individuo a cui sono rivolte non è anch’esso legato con la magia. Come è questo il caso. Infatti una cosa la posso affermare: il potere del giapponese psionico non è di origine magica, altrimenti me ne sarei accorto. La sua aurea emana una pura essenza di malvagità, ma essa non è commista con nessun incanto che dir si voglia.»

«Capisco», dichiarai. «Poi chi ci ha provato? Vorrei avere un quadro completo, così da avere più elementi a disposizione per l’analisi…»

«Poi è toccato alla Saetta Fulgida, ma quando questi stava per colpirlo, entrato nel suo raggio di influenza ha smarrito ogni consapevolezza e, impazzendo, ha perso il controllo della sua velocità schiantandosi su una macchina della polizia… Più o meno anche gli altri hanno avuto disavventure simili, John. Il problema è che se gli si avvicinano troppo subiscono la sua influenza e perdono la propria volontà, e dunque c’è pure il caso che passino al nemico. Abbiamo pensato allora di colpirlo da lontano, ma raggi o proiettili non sembrano avere alcun effetto su di lui (che essendo già morto non avverte tra l’altro alcun dolore), se non quello di abbrustolirlo e sforacchiarlo più di quanto non sia già…»

«Quindi il suo corpo deperisce ma la sua anima non ne accusa alcun contraccolpo…»

«Esatto.»

Osservai le immagini della televisione e lo trovai molto più guasto di quando l’avevo visto io, e infatti pareva muoversi anche con maggiore difficoltà…

«Da vicino non potete fare nulla perché il suo potere di perversione vi impedisce ogni cosa, mentre da lontano gli fate il solletico…»

«Già. Senza contare che, come vedi, quando ha capito la nostra tecnica di raggiungerlo da lontano, ha cominciato a circondarsi sempre di persone nelle sue mani, che usa come un vile scudo umano!», disse partecipe la Donna di Vetro.

«Mmm…»

Sembrava non esserci soluzione. Sembrava che davvero non potessimo fare nulla, se non aspettare che… cosa? Che il suo potere si consumasse? Ma quella evenienza avrebbe potuto anche non concretizzarsi mai. Che ne sapevamo di lui e del suo potere? Sulla stessa lunghezza d’onda sembrò essere anche Saetta Fulgida.

«Se almeno sapessimo da dove trae energia il suo potere, forse saremmo in grado di seccare la sua fonte e di porvi rimedio. Altrimenti, siamo in una fase di stallo, nella quale non possiamo fare altro che attendere…»

Si intromise ancora il Mago.

«Ascolta, John. So cosa stai pensando: forse avventandoci tutti quanti assieme su di lui all’improvviso potremmo avere la meglio. Ma invero quello è stato il nostro ultimo tentativo, e anch’esso è miseramente fallito. E per neutralizzarci sai cosa ha fatto allora lui? Ha fatto sì che alcuni di noi, i membri del gruppo che sembravano più robusti, si scagliassero sugli altri membri aggredendoli…»

Ed era evidente che l’occhio nero dell’Amazzone Guerriera fosse stato provocato da uno scontro fisico con un suo pari, magari dallo stesso Golia Cremisi.

Tutti i miei ex compagni mi guardavano speranzosi che potessi cavare un coniglio dal cilindro, ma io ne ero capace. Potevo quasi leggere nei loro occhi la speranza che, avendo dei poteri similari al tizio, potessi regalar loro la chiave di volta per una svolta. Ma purtroppo, allo stato attuale delle cose, ancora non potevo. Così rimasi in silenzio, mentre diventavo di colore giallo (e loro capirono che mi stavo sforzando di utilizzare la parte logica della mia mente per venire a capo della matassa).

Lady Nebbia sbatté un pugno sul tavolo e parlò: «Basta! Non possiamo rimanere qui con le mani in mano mentre quel giapponese folle distrugge tutto quello che gli capita a tiro! Dopo tutto, lui, è solo uno, anche se non sappiamo da dove attinga il suo potere (che potrebbe anche essere infinito)! Dobbiamo riprovare! Forse, riattacandolo tutti assieme per la seconda volta potremo escogitare qualcosa… Neppure lui potrebbe fermarci tutti, se contemporaneamente si scagliassimo contro di lui!»

Era evidente che li stesse convincendo all’intervento, a un intervento alquanto disperato al quale tuttavia non si potevano sottrarre, perché ognuno di loro ancora si sentiva in cuor suo un supereroe, e come tale un paladino della giustizia che avrebbe sacrificato tutto pur di tentare di salvare la gente che moriva…

«No, donna di nebbia.», dissi, «Il nostro nemico non è uno stupido e credo che ogni volta in più che ci incontri sarà maggiormente in grado di ritorcere i nostri poteri contro di noi e a suo favore. E chissà, forse, stavolta potrebbe intuire come indurre il Mago a fare un incantesimo di fiamma contro la Donna di Vetro, oppure come utilizzare la forza bruta di Golia per rompere la plastica pelle dell’Uomo Palla…»

Ma per arginare quella loro azione suicida dovevo però far loro una contro-proposta.

«…Vi chiedo di attendere ancora qualche minuto prima di lanciarvi in questa missione disperata, che avrebbe un margine così ridotto di possibilità di riuscita. Concedetemi qualche minuto per pensare, per elaborare una qualche astuzia. Se ci riesco, lo attaccheremo con quella. Altrimenti, se non produrrò nulla, sarete liberi di comportarvi come credete…», dissi loro divenendo verde, e poi azzurro e poi ancora giallo. E loro sapevano che, se c’era una persona capace di togliere le castagne dal fuoco al mondo in quel momento, quello ero io, che infatti più di una volta l’avevo fatto negli anni precedenti, quando eravamo tutti giovani e forti, gli idoli dell’umanità.

In quel mentre Old Jack venne con in mano un dattiloscritto e disse che si sapeva chi era l’attentatore: si trattava di un tale Shiro Sakametugi, ingegnere nucleare, licenziato da poco per gravi negligenze sul posto di lavoro (si parlava di ubriachezza), il quale aveva subito sei mesi fa la perdita della moglie in un incidente che aveva visto protagonista un super di terzo livello. Da allora pareva che fosse andato totalmente in paranoia, coltivando un odio sempre maggiore che con il tempo l’aveva portato a ritenere che i super fossero il male del mondo, e che dunque andassero puniti ed eliminati. Però non era chiaro perché avesse attraversato l’oceano per recarsi al club di tennis per super del Gorilla. Forse ne aveva sentito parlare dalla pubblicità, ritenendolo da subito il posto giusto per mettere in atto la sua vendetta. Non sempre farsi pubblicità si dimostra essere utile…

Anarcolessia: Frollo

4 Aprile 2012 2 commenti


Frollo


Mi serviva un militare “buono”. Uno che, pur essendo molto deluso dallo Stato corrotto per il quale lavorava (tanto da ritrovarsi a un passo dal suicidio), trovava una maniera per riemergere, compiendo quella parte da eroe che normalmente gli sarebbe spettata.

Questo personaggio è fortemente simbolico e rappresenta la coscienza delle forze dell’ordine. Il messaggio che porta con sé è molto chiaro: si deve sempre seguire la Giustizia (quella vera), e non basta la scusa (che tra l’altro utilizzarono anche i nazisti) dell’eseguire degli ordini quando si commettono delle azioni che si sanno essere sbagliate (vero polizia del G8 di Genova?).

Inoltre Frollo è particolare anche perché ha un handicap che lo condiziona assai in ogni cosa che fa, una menomazione che è la sua spada di Damocle e che lo fa dubitare di sé stesso, se sarà in grado di compiere la missione, fino alla fine. Frollo potrebbe abbandonarsi (come talvolta fanno i disabili) all’autocommiserazione, o peggio a una rabbia sorda, o a una sfiducia totale verso il resto dell’umanità. Però, anche perché aiutato da Adrian, trova il modo per non farlo…

Frollo è ispirato a un mio vecchio amico che ha svolto per diverso tempo la carriera militare (credendoci sul serio); ma poi l’ha abbandonata schifato, poiché essa non è stata all’altezza delle sue aspettative…

Il nome Frollo mi è venuto (più o meno) per caso. In seguito ho ritenuto che fosse molto simpatico e gliel’ho lasciato con molto piacere.

Anarcolessia

Video importato

id: eiXHHf7yjPo


Italie che non approvo e tollero…

4 Aprile 2012 Commenti chiusi



Il banchifero venuto dai Monti

Mario Monti aveva giurato che non sarebbero stati toccati accordi precedentemente stilati. Peccato che abbia pacchianamente mentito. E neppure ha chiesto scusa. No, lui, ha solo glissato.

Da un po’ sostiene pure che, al contrario dei politici, il Governo abbia la maggioranza della popolazione dalla sua parte. Ma ovviamente è una grandissima panzana, la sua. Semmai ha la maggioranza della popolazione bancaria. Quella sì…

Mario Monti: un uomo che sarebbe stato perfetto per fare il maggiordomo. Purtroppo per tutti però s’è buttato in economia…

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Italia a picco…

- Presidente Napolitano, il paese affonda!

- Vabbuò (basta che c’è Mario Monti)…

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La ributtante, invereconda, ipocrita abbuffata del potere…


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Una delle (tante) vergogne della Chiesa Cattolica

In una delle più importanti chiese di Roma c’è sepolto… “Renatino” De Pedis, uno dei boss della famosa Banda della Magliana, cioè uno di quelli che ha ammazzato a destra e a manca senza farsi alcun problema…

La motivazione di un tale increscioso accadimento è presto detta: il tipo si sarebbe meritato la tumulazione per essersi distinto per opere di carità (!!!!!!!!!!!!!!!!!)… Lui, un boss della Banda della Magliana! Come se ci si potesse comperare (con dei soldi lordi) un posto in Paradiso, così come avveniva nel Medioevo… Questa è la motivazione ufficiale della Chiesa…

Inoltre, da un po’ di tempo, gira voce che quella bara c’entri qualcosa con Emanuela Orlandi, la giovane cittadina vaticana scomparsa misteriosamente decenni fa e mai ritrovata…

Adrenalina

4 Aprile 2012 Commenti chiusi


Pubblicare il libro mi ha suscitato una tale scarica di adrenalina… che da allora mi sento (quasi) guarito.

Adrenalina… L’unica droga che mi posso permettere…

Adrenalina

Sgorga,

Cavalcami,

Mondami,

Spurgami…

Cosicché si irrori e sorga

Di nuovo

Dalla morte la vita…

Non ingrasso più

4 Aprile 2012 Commenti chiusi


Da quando sono stato male alcune cose sono cambiate e non accennano a tornare normali. Una delle più curiose è che… posso mangiare quantità spropositate di cibo senza ingrassare neppure di un grammo (mentre prima non era affatto così). Questa cosa la saggio ogni giorno, dato che da allora, per paura che mi manchino le forze, mangio mediamente 1/3 più di prima…

Mah!