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Archivio 19 Aprile 2012

1 centesimo

19 Aprile 2012 27 commenti


Seduto su una panca, in un parco pubblico. Usufruisco del wifi, navigo gratis.

Con la coda dell’occhio scorgo un tizio che invece di passarmi davanti diritto, effettua una brusca sterzata verso di me. Non c’è dubbio che venga qui. Impreco mentalmente. Che diavolo vorrà questo tipo? Ma già me lo immagino: questua.

Infatti comincia con la tiritera: mangiare, famiglia, bambini a casa, un centesimo, anche solo un centesimo. Immerso nello schermo del portatile, scrollo la testa fin dal principio. Ma quello non si arrende. È dei tipi assurdamente tenaci che tentano di prenderti per sfinimento. Reitera i suoi “argomenti” all’infinito (mentre io neppure l’ho guardato una sola volta), tanto che mi chiedo: ma quando la finirà? Il suo non è tanto un modo ostinato di elemosinare, quanto ormai piuttosto una maniera per risultarmi più sgradevole possibile.

È lì da trenta secondi che non se ne va e io gli avrò scrollato la testa già una trentina di volte. Insiste: un centesimo, un centesimo. Come a dirmi. Ma almeno un centesimo ce l’hai, no? Non ci credo che non ce l’hai… Ma io ancora scuoto la testa come a dirgli: ma pure se te lo do ‘sto centesimo (fosse pure se te lo offrono tutti quelli che incontri) ma che cazzo ci fai poi col mio centesimo?! Un fico secco! Dunque, il nostro, è un dialogo muto che esprime molto più di quanto non appaia evidente.

Ma io so che il tipo appartiene alla razza di coloro che se gli dai un dito poi si prendono tutto il braccio. Se anche gli dessi quel cavolo di centesimo, appena gli faccio vedere il portamonete, poi mi attaccherebbe una pippa per avere qualche altro spicciolo…

No, non ti darò neppure un centesimo. Primo perché mi sei antipatico. Secondo perché non si rompono così le scatole alle gente. Terzo perché ho il netto sentore che tu sia un pezzo di merda. Quarto non faccio elemosina a fumatori del cazzo (che poi neppure l’ho vista la tua sigaretta, ma mi sento che ce l’hai)… Potrei andare avanti con questa lista all’infinito…

Dato che neppure lo guardo in faccia deve pensare che sono molto preso da ciò che invece sto guardano sullo schermo digitale. Così viene dalla mia parte e spia che cosa sto mirando. È a un passo dal sedermisi vicino (il che sarebbe davvero troppo. Già non è che sia molto carino quello che ha fatto. Esisterebbe una cosa che si chiama privacy, ma vaglielo a spiegare a questo testardo buzzurro qui).

Finalmente l’omuncolo decide di soprassedere. Deo gratias! Si dirige dal vecchio sulla panchina successiva, al quale dà i medesimi problemi. Ma il vecchio lo contrasta frontalmente, lo guarda in faccia, allarga le braccia e gli parla dicendogli che anche lui è povero. Così l’accattone se ne va via presto. Ma prima di abbandonare il parco, decide però di passare ancora una volta dalle mie parti. Ed ecco che ricomincia con la sua litania ammorbante…

È chiaro come la luce del sole che lo fa solo per rompermi le palle: sta cercando la lite. E sento che le pulsazioni mi aumentano e sarei capace di rispondergli a muso duro. Però non so se posso permettermelo. Infatti ultimamente il mio corpo è molto debole e temo assai gli effetti che potrebbero scaturire da una contesa qualsiasi. Non posso farlo. Non posso neppure dire alla gente quello che penso di loro in questo ultimo infausto periodo.

Riesco a trattenermi. Mi chiedo: quanto ci metterà stavolta prima di andarsene? E se poi non se ne va, che faccio?

Ma quello, alla fine, con mio grande sollievo, se ne va…

Una mezz’ora dopo lo incontro persino in strada mentre torno a casa (è dunque ancora nei paraggi). E lui appena mi vede è preso da un moto di rabbia che lo spingerebbe quasi a rivenirmi sotto con la solita storia. Per fortuna, da ultimo, desiste (perché da me non otterrà niente, dopo tutto). Ma se avesse raggranellato soldi sufficienti per la giornata, allora forse sarebbe venuto a cercare di attaccar briga, lo stronzo.

Tu pensa se devo stare a confrontarmi con questi tizi…

Il seme della follia – l’integrale (fumetto)

19 Aprile 2012 Commenti chiusi


 

I disegni (forse perché in originale riprodotti su fogli giganteschi mentre in questa edizione sono ridotti ad un comune formato comic book) risultano mooolto confusi. Ma anche i dialoghi sono moooolto confusi, e sembrano scritti da un bambino piccolo che gioca con il vocabolario, oppure ricordano quelli strampalati di certi manga giunti abusivamente in Italia e venduti con traduzioni del tutto inventate (per questo non si capiva niente, eh! Poi l’ho capito!… Ma quest’ultima ipotesi, per l’opera in questione, mi sento di escluderla, dato che l’editore della stessa è molto serio…)!

Diciamo semplicemente che è inutile fare fumetti colorati benissimo (e a una prima occhiata assai attraenti per gli occhi) se poi il fumetto stesso lo butti via perché, stringendo, fa schifo.

Non l’ho neppure letto tutto per quanto ne sono rimasto schifato!

Votato alla privazione

19 Aprile 2012 Commenti chiusi


Una volta me la passavo sempre male. E tutta la mia vita era votata a un dolente quanto aulico sacrificio, il quale ormai compievo macchinalmente senza accorgermene. I momenti brutti erano molti di più dei momenti belli i quali, quando avvenivano, però apparivano gaudenti e brillanti come pochi…

Poi mi imborghesii poiché subentrò un rassicurante benessere. Così, quando il male tornò, mi manifestai impreparato ad accoglierlo.

Ero una volta votato al sacrificio e non lo sapevo.

E oggi che non ci sono più abituato, ciò mi rimane insopportabile e non mi spiego come facessi prima.

Anarcolessia: Jolanda

19 Aprile 2012 Commenti chiusi


Jolanda

Anche Jolanda (nella prima versione si chiamava Iolanda) è un personaggio assai particolare. A differenza delle altre due donne, in lei non vi è traccia di (esteriore) passione affettiva, poiché il triste passato che ha vissuto ne ha minato ogni sorta di stimolo in tal senso.

Jolanda è un personaggio tragico, una donna che avrebbe potuto spezzarsi per aver subito la violenza dell’assassinio di entrambi i genitori. Ma, piuttosto che arrendersi, Jolanda nutre la sua smisurata voglia di giustizia e ciò la porta a divenire (praticamente con le sue sole forze) l’alternativa armata più credibile nei confronti dello Stato fascista (prima della comparsa sul campo di Adrian).

Purtroppo per lei però la sua strategia è fallace e contiene al suo interno un macroscopico errore logistico (oltre che essere incompleta da un punto di vista ideologico). Per questo Adrian la raccoglie poco prima che sia catturata e annichilita, rendendola il suo braccio destro (al quale sarà destinato un futuro di regia di primo piano, quando egli si eclisserà per completare la rivoluzione globale seguendo altre misteriose strade in giro per il mondo).

Anche Jolanda è stata costruita basandomi sulle fattezze di una ragazza molto semplice e vera che mi piaceva molto allorché la conobbi, prima che ci perdessimo di vista… :-(

Anarcolessia

Video importato

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