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Archivio per la categoria ‘On the road’

Posso venire a dormire da voi?

14 Settembre 2012 2 commenti


Un giornalista francese girovago con vaghe fattezze da Hugh Grant si diverte a compiere da solo viaggi per il mondo, mentre si riprende con la propria telecamera portatile…

Il suo scopo non è tanto fare il turista assatanato di sempre cose nuove, e neppure propriamente quello di conoscere nuove culture. Più esattamente è quello di conoscere, semplicemente, la gente.

All’inizio confesso che il tale mi stava un po’ antipatico. Poi invece ho intravisto il suo essere un eterno Peter Pan, sempre curioso e affamato di emozioni derivanti da sani rapporti umani.

Però secondo me, dal suo eterno peregrinare senza mettere mai radici, Freud evincerebbe un paio di cosette non del tutto positive… Mi sa che il giornalista è uno che si stanca presto delle persone e che necessita sempre di nuove sperimentazioni…

Comunque il programma ve lo consiglio. Non è banale e vanta numerosissimi tentativi di clonazione (quasi nessuno all’altezza).

Su RAI5. Prima o poi lo replicheranno.

Spain… on the road again

26 Agosto 2011 Commenti chiusi

Quattro persone variegate (almeno nelle intenzioni degli autori del programma) e più o meno famose compiono un viaggio enogastronomico in lungo e in largo per la Spagna, come se fossero quegli inetti turisti arrivisti che sono, cioè si muovono un po’ per noia, un po’ per far vedere che loro all’estero si danno da fare, un po’ perché li pagano e dunque fingono di divertirsi e di riempirsi la pancia smodatamente…
Le persone in questione sono: un brizzolato e stanco uomo, probabilmente stitico, o gay, o tutte e due le cose, che dovrebbe essere quello sarcastico e cinico del gruppo; un simpatico ciccione obeso che dovrebbe fare invece la parte di quello arguto, il quale, nonostante l’evidenza del suo peso, rappresenta la tesi vincente che anche un cicciabomba può integrarsi nella odierna società civile senza alcun complesso di inferiorità (e ciò è così americano!); un’insipida e vacua mora capace solo di dire ovvietà, o anche panzane clamorosamente false, la quale in realtà è lì solo come nota di colore, per completare il quadretto delle altissime personalità presenti…; sì, perché essa fa da contraltare all’ultimo personaggio anch’esso donna, che in realtà è colei la quale avvalora maggiormente tutto lo scostumato baraccone, cioè nientemeno che Gwineth Paltrow in persona!, la quale si dichiara vegetariana convinta, anche se in pratica semplicemente non mangia carne ed approccia al mondo del cibo, come a qualsiasi altro aspetto della vita, con una logica consumistica di eguale feroce brutalità di come se non lo fosse. Chiaro?

Spain… on the road again è una serie di film per la televisione che chi ha nel sangue lo spirito del turista consumistico (che va in giro per il mondo bruciando tutto ciò che trova sul suo cammino) non deve assolutamente lasciarsi sfuggire!

Le mie curiose patologie #2: La costante presenza di deja-vu

15 Luglio 2011 4 commenti

Mi capita spessissimo di vivere delle situazioni nuove con la coscienza di averle già sperimentate almeno un’altra volta (e di conservarne quindi un più o meno vago ricordo).
Così, assisto a prime visioni e mi sembra di aver già incontrato quella trama (anche perché, a dir la verità, spesso i film sono assai standardizzati e favoriscono questa percezione)… E ricordo pure le inquadrature (o delle scene che suppongo che siano state tagliate poiché non compaiono più)!
Scrivo un racconto inedito e poi mi viene il dubbio che su quella storia avevo già decantato (oppure, peggio!, che in realtà l’ispirazione mi sia derivata da, sacrilegio immane!, quella di un altro scrittore! Il che sarebbe devastante!)… Una volta ero convinto al 100% di aver già parlato di una certa cosa in un testo che aspirava a divenire romanzo… E allora sono tornato indietro e mi sono riletto centinaia di pagine per rintracciarlo ma… sorpresa! Non ne avevo mai parlato, e semmai c’era stato solo un certo argomento che gli poteva vagamente somigliare…
Mi inoltro per strade di Roma dove non sono mai stato e mi dico, ma sì, sono convinto che qui ci sono già passato… Ma è tutto falso poiché è solo una mia fantasia…
Salgo avvilenti scale ospedaliere (rammentando antiche malinconie) e mi chiedo, ma quand’è che ci sono già venuto? Forse quella volta che c’era ricoverata nonna? Ma poi scopro che nonna stava da un’altra parte…
Ma anche con le sensazioni è così… Vengo tradito in una certa maniera particolare che non vi sto a dire e… a me sembra di aver già provato quell’evento, ma poi riflettendoci, ammetto che ciò è semplicemente impossibile…
Sono attratto da una, mi piace, mi domando cosa proverei a starci assieme, quindi vivo la storia solo nella mia testa e allora mi immagino il bello e il brutto al quale andrei incontro stando con lei. Dunque percepisco che in fondo, no, lei non fa per me, perché alla fine accadrebbe sempre una certa cosa sulla quale io non potrei transigere e la dovrei lasciare… E delle volte il deja-vu finisce lì, ma altre volte poi qualcosa del genere succede ed io vi ero già in qualche misura preparato…
Conosco una persona che prima mi era estranea ma da subito ne intuisco i pregi e i difetti, anche se magari ci scambio solo qualche battuta e un sorriso…
Tutto questo forse si potrebbe semplicemente spiegare se io avessi dei poteri extrasensoriali. Forse io ho il potere! ;-)

L’orchestra di Piazza Vittorio

15 Luglio 2011 Commenti chiusi

È un miracolo che ancora esistano realtà come questa, che vengono su da un niente, per un’idea, e che, senza una lira e senza praticamente aiuti esterni, stanno lì a testimoniare che è ancora tutto possibile, che c’è ancora speranza per questo nostro vecchio mondo malato abusato dalle prepotenze dei signori della guerra…
??

Le mie curiose patologie #1

12 Luglio 2011 Commenti chiusi

Molte volte mi è successo che avevo deciso di recarmi in un dato luogo… Ci tengo a precisare che era una mia iniziativa del tutto solitaria, nel senso che non mi sarei dovuto vedere con nessuno nello specifico, non avendo alcun appuntamento, ed avrei potuto anche non andarvi e nulla mi avrebbe impedito di rimandare il tutto…
E cosa mi accadeva poi? Mi succedeva di, magari, prendere un autobus piuttosto di un altro e poi non aver più la forza di scendere. Quell’idea mi diveniva così fastidiosa (come pure di fare della strada a piedi e dover ripartire verso la mia predisposta meta) che semplicemente non lo facevo.
Così, ad esempio, una volta, resomi conto che avevo preso un autobus nella direzione contraria a quella desiderata, piuttosto che scendervi ho preferito che facesse il giro arrivando al capolinea ed invertisse lui la direzione…
Questa cosa ribadisco che mi prenda solamente quando non ho impegni ufficiali con nessuno e quando il viaggio nasce da una mia iniziativa che, se pur pianificata, potrebbe essere facilmente rimandata in altri momenti.
Ed io non capisco se in ultima istanza si tratti di pigrizia estrema che mi sbocca nel momento nel quale non sono obbligato a rispondere a nessun (se non a me), o se la cosa nasconda una qualche forma di infermità mentale, una leggera psicosi che col tempo potrebbe diventare un’apatia a ben più alto livello…
È, il mio, un esempio di somma anarchia, oppure di debolezza mentale?

Le tette della colombari

25 Luglio 2010 Commenti chiusi

 

La colombari è molto foto-telegenica. Tanto che la prima volta che la vidi (come ogni altro essere umano sulla faccia sulla terra) mi dissi: “Ammazza quanto è bona questa!”. Ma poi successero due cose (la prima più devastante della seconda)…

La ascoltai parlare. E allora capii che dentro quel cervello, altro che gallina!… ci sarebbe stato bisogno di un assistente di sostegno per l’educatore della gallina!… Diceva una marea di banalità, luoghi comuni, scempiaggini, inesattezze e invariabilmente su ogni argomento! Era la regina dell’ignoranza (e anzi infuse a questa parola una nuova vetta di significato). Colombari, ma tu ce l’hai una idea tua che non sia il frutto di qualcosa che hai sentito da qualcheduno (deficiente) vicino a te?!

Ecco uno di quei casi in cui la bellezza arresta le già scarse doti intellettive di una persona (perché la tizia in questione non ha bisogno di svilupparle, poiché con la beltà le si aprono tutte le porte di cui ha bisogno). Perché la colombari è ferma con il cervello all’età, credo, di otto anni (tanto che se poi venissi a conoscenza che davvero questa donna è una ritardata mentale non me ne stupirei più di tanto, senza offesa per coloro che lo sono sul serio, che spesso se la cavano comunque meglio delle persone “normali”)…

Ma vi dicevo che ci fossero due cose che mi obbligarono a cambiare atteggiamento su di lei… La seconda è che: le vidi le tette (e allora capii tutto)…

La colombari aveva non solo delle tette scarsissime, ma pure brutte, tanto che sembravano più dei prolassi di pelle innaturali creatasi per via di una lunga dieta piuttosto che mammelle adibite (teoricamente) a far succhiare il loro ricco nutrimento materno…

E capii che quella strana aria impressionata, folgorata (non so come dire)… quella smorfia di fissità, come se la stessero sempre fotografando, che le impediva di sorridere fino in fondo, nascondeva un forte senso di irresolutezza.

Esatto. La colombari era insicura di sé. Perché non le bastava quel corpo che il buon dio le aveva gentilmente donato (anche se forse il diavolo si era divertito a metterci lo zampino e a succhiarle il rigoglio direttamente dai seni…). Ma avrebbe tanto voluto avere qualcos’altro che fosse stato all’altezza della sua figura… E se essa avesse pensato all’intelligenza che le mancava avrei oggi una migliore considerazione di lei. Ma ovviamente non era così. Perché lei si riferiva ad un bel paio di tette tettute che stanno su da sole, belle gonfie, e di cui il suo eterno fidanzato avesse potuto godere dicendole: “Sei bellissima! Sei la donna più bella del mondo!”…

Così la colombari si decise a farsi l’operazione alle bocce e dopo fece il giro di tutte le tv gossippare o meno e di tutti i rotocalchi per fare al mondo la sua confessione: “Sì! Mi sono rifatta le tette! Ma ho fatto bene perché prima vivevo la mia situazione come un problema irrisolvibile e stavo sempre a pensare a come erano brutte e quanto fossi stata sfortunata a nascere così… Ma oggi finalmente sento di aver trovato il mio giusto equilibrio e mi sento perfettamente a mio agio nel mio nuovo corpo, che di sicuro mi appartiene più del precedente”.

E per qualche anno la colombari si tenne belle strette le sue protesi e visse anche la sua rivincita tramite una nuova stagione nel regno della moda, dove già da un pezzo era stata dichiarata troppo vecchia…

Ma con quelle belle bocce davanti, anche se l’espressione le si era finalmente rilassata, il fatto era che ormai tutti notavano all’istante di essere di fronte ad una donna con l’intelligenza di una trota (già salmonata). E anche la colombari dovette capirlo (seppure a stento), ma scambiò quel feedback che le giungeva come pura e semplice… invidia.

Poi avvenne qualcos’altro che io non ho modo di sapere. O meglio, io so cosa sia successo ma non ne so il perché. Accadde che la colombari si fece togliere quei tre/quattro chili di silicone e tornò ad avere il suo seno spianato come una pizza con il matterello…

Che sia stato perché era stanca dell’invidia della gente? Che sia stato perché le era venuto il mal di schiena (di cui lei già soffriva in precedenza)? Che sia stato che le protesi artificiali le davano dei problemi di salute? Questo non lo so. Ma so che la colombari è tornata ad avere il suo seno da 0-0.

Come lo so? L’ho vista in una pubblicità che le hanno concesso di fare (perché ancora pensavano che avesse i due gommoni davanti). E in essa lei non appare mai frontalmente e solo per un attimo infinitesimale si vede invece di profilo, rivelandoci il suo nuovo approdo alla morigeratezza e facendoci intravedere alla velocità della luce che ha ripristinato quelle due schiacciatine che si ritrovava (avvolte in un abito nero per meglio celarle agli occhi di tutti, ma il nero non ha il potere di non far vedere le cose mosce che cadono giù, a meno che, comprensibilmente, ci si trovi in una notte senza stelle)…